Caratterizzarsi e offrire qualità per distinguersi.

23 Luglio 2018

Questa fine settimana, dopo mesi di intenso lavoro ho portato la famiglia in gita a prendere un po' di aria buona in una ridente località di mare nuova per me poiché scelta da mia moglie.

Siamo approdati per cena in una pizzeria: L' arredamento carino, curato anche se spartano, lasciavano ben presagire. Ma soprattutto il nome prometteva buon auspicio: "il gusto divino"

Dalla carta (triste e anonima) abbiamo letto proposte delle solite pizze senza nessuno slancio caratteristico che potesse avere un minimo di ricercatezza o di collegamento con il luogo e le sue tradizioni.

Peccato per il proprietario (ho pensato) visto che non siamo in piazza San Marco, con un enorme giro di turisti farà ben fatica a conquistare e coltivare la clientela locale.

Per cominciare prima delle pizze ordiniamo delle stuzzicherie.

Con nostra grande delusione servono le più squallide fritture surgelate che si trovano in offerta speciale al discount.

Seguono pizze non da meno: senza sale, senza sapore, senza anima, senza qualità. Di "divino" c'è solo il miracolo che gli consente di restare ancora in attività.

 

Ho fatto un breve calcolo. La località in cui si trova questa nuova attività conta circa 3.000 abitanti residenti che rappresentano il principale bacino di utenza, visto che i pochi turisti arrivano solo ad agosto.

Considerato che questo locale ha circa 50 coperti, e che normalmente si stima nel 50% dei residenti la percentuale di consumatori effettivi (quindi 1500 persone) questo locale potrà contare su un massimo di 40/50 serate pari a circa due anni di sopravvivenza.

Il tempo necessario per bruciarsi la reputazione con tutta la clientela.

Se resiste di più, allora sarà la prova che è assistito da qualche essere Divino.

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